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La Sez. A.L.T.A. Associazione Lagunari Truppe Anfibie di Portogruaro nasceva il 7 febbraio 1985, grazie a un Comitato Promotore formato dal Lag. Paolo Innocente, Lag.Elio Brezzi, Lag. Giorgio  Negri, Lag. Maurizio Conti,Lag. Mario Visentin, Lag. Mario Moras e Lag. Gino Rosson.  La Sezione, vedeva come primo Presidente il Lag. Paolo Innocente. Gli succedevano nell’ incarico  nel 1988 il Lag. Mario Visentin, nel 1991 il Lag. Aldo Giomo, nel 1995 il Lag. Raul Bozza , nel  1998 il Lag. Luigi Corte, nel 2008 il Lag. Rodolfo Bacchet nel  2011 il Lag. Antonio Taiariol e dal 2017 il lag.Azzaritti Andrea.Il Labaro veniva consegnato il 23 marzo 1985 nella Sala delle Colonne del Municipio di Portogruaro, Madrina la Signora Elisabetta Brezzi.

EVENTI 2018

                                                                   Assemblea Soci ed eventi 2018
 

 

Carissimi Lagunari,
                         

                                     abbiamo il piacere di invitarvi all’Assemblea dei Soci ALTA 2018 che si terrà
 

                                                               Domenica 18 febbraio 2018 ore 10.00
                                                (in seconda convocazione; prima convocazione ore 09.00)
 

                                            nella Sala del Caminetto della Villa Comunale (piano terra)
                                                                       Via Seminario Portogruaro
 

L’appuntamento è molto importante, fondamentale per la vita dell’Associazione, al quale preghiamo tutti di partecipare.

Nel corso dell’Assemblea relazioneremo sull’attività svolta nel 2017 e parleremo inoltre delle iniziative in programma per il 2018, in primis il 12° Raduno Nazionale di Vittorio Veneto del 22/23 settembre.
Daremo anche aggiornamenti sul 13° Raduno Nazionale (2019 o 2020).
Ci sarà, inoltre, l’occasione per rinnovare il tesseramento per l’anno in corso

 Il nuovo anno, inoltre, propone già importanti e sentiti appuntamenti ai quali noi tutti dobbiamo partecipare in buon numero con la consueta fierezza e, come sempre, in divisa impeccabile (al riguardo, segnaliamo che per eventuali necessità di vestiario – baschi, fazzolettoni, camicie, polo, giubbotti – potete rivolgervi al Lagunare Loris Bortolussi 339 2433551). Elenchiamo i principali eventi noti al momento:

- Sabato 10 febbraio, Giorno del Ricordo dei Martiri delle Foibe e dell’Esodo Giuliano-Dalmata, Cerimonia a Portogruaro.
Nei giorni precedenti avremo modo di tenere un incontro nella nostra Sede in cui illustrare la situazione storica che ha portato alla tragedia dei nostri fratelli Italiani d’Istria e Dalmazia;
- Mercoledì 14 febbraio, Alzabandiera Solenne presso la Caserma Capitò di Portogruaro e a seguire la Messa del Mercoledì delle Ceneri officiata dal Cappellano Militare del RGT Artiglieria Superga. Per i mesi successivi, l’appuntamento sarà per il primo mercoledì del mese (appuntamenti straordinari in giugno e dicembre nelle ricorrenze della Festa dell’Artiglieria e di Santa Barbara);
- Sabato 24 febbraio, Messa in suffragio dei Defunti Lagunari presso il Santuario Madonna di Fathima di Portogruaro (ore 18,30).
A seguire, cena presso l’Agriturismo Nonis di San Vito al Tagliamento (Via Treviso, 17) al costo di € 25,00 cadauno: antipasti, griglia/spiedo di carni miste, contorni, dolce acqua, vino, caffè, amari.
Prenotazioni al Presidente entro 18/02 con contestuale versamento della quota;
- Domenica 25 febbraio, Commemorazione Solenne dei Caduti in Guerra a Cesarolo (forse spostamento a domenica successiva);
- Domenica 13 maggio, 66° Raduno Nazionale Bersaglieri a San Donà di Piave;
- Domenica 27 maggio, Raduno Nazionale Autieri a Portogruaro;

 

VENITE A TROVARCI !!!!!

TUTTE LE DOMENICHE DALLE 10 ALLE 12 PRESSO LA SEDE IN VIA GIACOSA N°28 A PORTOGRUARO

99┬░anniversario della battaglia del solstizio

Il giorno 16 giugno 2017 l'associazione Lagunari truppe anfibie sezione di Portogruaro ha partecipato alla cerimonia militare per il 99°anniversario della battaglia del solstizio. Alla battaglia parteciparono anche alcune compagnie lagunari ,la 15,20,22 compagnia lagunari del genio pontieri.     

 La battaglia del Solstizio o seconda battaglia del Piave fu combattuta nel giugno 1918 tra Regio Esercito Italiano e Imperial Regio esercito. Fu l'ultima grande offensiva sferrata dagli austro-ungarici nel corso della prima guerra mondiale. Il nome "battaglia del solstizio" venne utilizzato dal poeta Gabriele D'Annunzio.[3La mattina del 15 giugno 1918, gli austriaci arrivando da Pieve di Soligo-Falzè di Piave, riuscirono a conquistare il Montello e il paese di Nervesa. La loro avanzata continuò successivamente sino a Bavaria (sulla direttiva per Arcade), ma furono fermati dalla possente controffensiva italiana, supportata dall'artiglieria francese, mentre le truppe francesi erano stazionate ad Arcade, pronte a intervenire in caso di bisogno. Il Servizio Aeronautico italiano mitragliava il nemico volando a bassa quota per rallentare l'avanzata.Le passerelle gettate sul Piave dagli austriaci il 15 giugno 1918 vennero bombardate incessantemente dall'alto e ciò comportò un rallentamento nelle forniture di armi e viveri. Ciò costrinse gli austriaci sulla difensiva e dopo una settimana di combattimenti, in cui gli italiani cominciavano ad avere il sopravvento, gli austriaci decisero di ritirarsi oltre il Piave, da dove erano inizialmente partiti.Le truppe austro-ungariche attraversarono il Piave anche in altre zone. Conquistarono pure le Grave di Papadopoli, ma si dovettero successivamente ritirare. A Ponte di Piave percorsero la direttrice ferroviaria Portogruaro-Treviso, dopo alcune settimane di lotta, nella zona di Fagarè, vennero respinte dagli arditi italiani. Passarono il Piave anche a Candelù, da Salgareda raggiunsero Zenson e Fossalta, ma la loro offensiva si spense in pochi giorni.Il 19 giugno 1918 nella frazione di San Pietro Novello presso Monastier di Treviso il VII Lancieri di Milano comandato dal generale conte Gino Augusti, contenne e respinse l'avanzata delle truppe austro-ungariche infiltrate oltre le linee del Piave infliggendo loro una sconfitta decisiva nell'economia della Battaglia del Solstizio. L'operazione militare passerà alla storia come la "Carica di San Pietro Novello": il reggimento di Cavalleria pur in inferiorità di uomini e mezzi riuscì nell'impresa, combattendo anche appiedato in un corpo a corpo alla baionetta.[9]La mattina dell'attacco, sino dalle ore 4.00, dal suo posto di osservazione posto in cima a un campanile di Oderzo, il comandante delle truppe austriache, il feldmaresciallo Boroevic, osservava l'effetto dei proiettili oltre Piave. Le prime granate lacrimogene e asfissianti ottenevano pochi risultati, grazie alle maschere a gas inglesi usate dagli italiani. Durante la Battaglia del Solstizio gli Austriaci spararono 200 000 granate lacrimogene e asfissianti. Sul fronte del Piave, quasi 6.000 cannoni austriaci sparavano sino a S. Biagio di Callalta e Lancenigo. Diversi proiettili da 750 kg di peso, sparati da un cannone su rotaia, nascosto a Gorgo al Monticano, arrivarono fino a 30 km di distanza, colpendo Treviso. Dall'altra parte del fronte, i contadini portavano secchi d'acqua agli artiglieri italiani per raffreddare le bocche da fuoco dei cannoni, che martellavano incessantemente le avanguardie del nemico e le passerelle poste sul fiume, per traghettare materiali e truppe. Il bombardamento delle passerelle fu determinante, in quanto agli austriaci vennero a mancare i rifornimenti, tanto da rendere difficile la loro permanenza oltre Piave.Nel frattempo gli italiani, alla foce del fiume, avevano allagato il territorio di Caposile, per impedire agli austriaci ogni tentativo di avanzata. Dal fiume Sile i cannoni di grosso calibro della Marina Italiana, caricati su chiatte, che si spostavano in continuazione per non essere individuati, tenevano occupato il nemico da San Donà di Piave a Cavazuccherina (Jesolo).Il punto di massima avanzata degli austriaci, convinti di arrivare presto a Treviso, fu a Fagarè, sulla provinciale Oderzo-Treviso.Nella battaglia vennero impiegati intensivamente gli Arditi, una specialità della fanteria del Regio Esercito al comando del generale Ottavio Zoppi. Si trattava di un corpo speciale particolarmente addestrato alle tecniche d'assalto e del combattimento corpo a corpo. Operativamente organizzato in piccole unità i cui membri erano dotati di petardi "Thévenot", granate e pugnali, occupavano le trincee e le tenevano fino all'arrivo dei rincalzi di fanteria. Il tasso di perdite era estremamente elevato: in questa battaglia centinaia di Arditi vennero fatti sbarcare da una sponda all'altra del fiume Piave e la maggior parte di loro non giunse all'altra riva, ma i superstiti contribuirono alla ritirata austro-ungarica, anche per l'effetto psicologico che avevano questi soldati sui soldati semplici che ne temevano l'aggressività e tecnica di combattimento.La testa di ponte di Fagarè sulla direttiva Ponte di Piave-Treviso fu l'ultimo lembo sulla destra del Piave a cadere in mano italiana.